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Rocco Ronchi. Per una voce pura della filosofia
Nel suo Il canone minore Rocco Ronchi descrive il tentativo compiuto da quelle figure, sovente eretiche del pensiero rispetto a quello che l’autore individua come canone maggiore, che nel corso della storia della filosofia hanno pensato davvero questa immanenza dell’assoluto o, che è lo stesso, l’univocità dell’essere sul piano degli enti di natura. Ecco che nell’esigenza fondamentalmente speculativa e per ciò stesso anti-moderna della filosofia, ciò che si dà a vedere quale dato immediato dell’intuizione è una equivalenza solo apparentemente innocua, ma in realtà profondamente perturbante e traumatica: immanenza assoluta = natura.


Fabio Vergine

Fabio Vergine è dottorando di ricerca in Studi Umanistici Interculturali (curriculum filosofico) presso l’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa della questione della temporalità nel pensiero di Gilles Deleuze e delle interazioni tra filosofia e psicoanalisi – in particolar modo lacaniana – nel dibattito contemporaneo. Si interessa, inoltre, delle questioni relative alla svolta post-umanistica e alla fine del paradigma antropocentrico in filosofia. Scrive per le riviste Doppiozero, Il lavoro culturale e partecipa al lavoro di progettazione e ricerca della rivista Kasparhauser.

fabio.vergine1986@gmail.com
fabio.vergine@unibg.it


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