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Kasparhauser ISSN 2282-1031

L’Affaire Hannah Arendt
A cura di Marco Baldino



2017

Marco Baldino
Dispositivo Arendt-Deleuze. Il nuovo antisemitismo

In primo luogo vorrei rimettere sulle gambe una questione che ha subito nel tempo un rovesciamento complicato, la questione del sionismo. Rovesciando il rovesciato emerge una veduta scomoda per la sensibilità contemporanea, almeno in certi settori acculturati della società, “progressisti”, “di sinistra”. A questi bisognerà pur ricordare che il sionismo è il movimento politico internazionale il cui fine fu ed è l’affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico mediante l’istituzione di uno Stato ebraico. Che tale questione assume un aspetto del tutto nuovo e un’imprescindibilità del tutto particolare dopo l’Olocausto. Che l’Olocausto ha costituito la differenza ebraica per mezzo di una nuova articolazione che ne esprime l’identità per mezzo di uno statuto vittimario e dello sforzo di resistenza allo sterminio. Che la manifestazione storica di questa differenza si chiama “Israele” e che quindi la questione di Israele non può andare disgiunta dal fattore resistentivo dell’identità ebraica perché così è sentita dagli ebrei di tutto il mondo e, sebbene in modo capovolto, dagli antisemiti di tutto il mondo.





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