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Kasparhauser ISSN 2282-1031

Geofilosofia

2017

Marco Baldino
Foucault era filo-israeliano?

Si parla poco dell'anno 1967 nella biografia di Foucault. Eppure aveva alle spalle già la gloria di Storia della follia, di Nascita della clinica, del Raymond Roussel e del best seller Le parole e le cose. Nel 1965 si trasferisce a Tunisi, dove insegna all'università. Il 1967 è però l'anno della guerra dei sei giorni, della sconfitta degli eserciti arabi e dei pogrom anti-ebraici esplosi in tutto il Maghreb. Foucault ne dà notizia, sconcertato, a Canguilhem, in una lettera.


2016

Roberto Fai
Gran Bretagna: ambivalenze politiche e aporie spaziali

A partire dalla scoperta del Nuovo Mondo, con la piena circumnavigazione della terra, sarà il grande Mare Oceano a dettare le leggi della supremazia nel mondo. D'ora in poi, a muovere via via la storia, non saranno più quei paesi europei e continentali, affacciati ad un mare 'interno'come il Mediterraneo, ma quel popolo, quelle popolazioni espressioni di vere e proprie "schiume di mare".



2015

Marco Baldino
Voce “Geofilosofia”. Proposta di rettifica all’Enciclopedia Treccani

Indirizzo teorico e ambito di studi impegnato a raccordare il luogo storico dell’interrogazione filosofica, cioè la Polis, con l’emergenza di una pluralità di luoghi e non-luoghi in cui l’interrogazione filosofica, con l’esplosione della forma cosmopoli, si è disseminata.



2014

Roberto Fai
Una comune epoca globale

Ai non addetti ai lavori, l'espressione «La Nottola di Minerva e l'inafferrabilità del presente», a cui è dedicato il convegno connesso con la XIV edizione del Premio di Filosofia "Viaggio a Siracusa" (gennaio 2014), potrà sembrare di difficile comprensione. L'espressione che riprende una metafora di Hegel, è tuttavia, a nostro avviso, di estrema attualità.



2013

Marco Baldino
Che cos’è la geofilosofia?

La filosofia non rende più saggi così come non rende più sapienti, non aiuta l'individuo a prendere decisioni utili per la sua vita né, tanto meno, dà la felicità. Tuttavia, non lascia affatto ogni cosa al suo posto - la filosofia non è vacuo esercizio...



Marco Baldino
Se un impero latino. Geofilosofia dell’Europa

Non è la prima volta che Agamben si occupa di Kojève e, di solito, non con la bonomia filosofica riservata ad altri autori. Questa volta sembra cogliere, in Kojève, una linea di sviluppo buona per i nostri tempi: l'aggregazione delle nazioni latine in una sorta di impero, a fronte di quello che a lui par essere il naufragio dell'Europa.



2012

Francesca Brencio
Die Heimreise: Heidegger e Hebel

Così, Hebel poetando nella sua lingua dialettale, è diventato "l'amico di casa" e il poeta del focolare, ha accennato al non detto del linguaggio, ha permesso che esso brillasse, scintillasse nella parola della sua terra: «Il segreto della lingua dello Schatzkästlein riposa nel fatto che Hebel sia riuscito a trattenere il linguaggio del dialetto (Mundart) alemanno nel linguaggio scritto e questo - il linguaggio scritto - a lasciarlo risuonare come eco pura del dialetto».



Marco Baldino
La geofilosofia e l’arte della guerra

Si dice che compito e sfida di un pensiero radicale sia riguadagnare la consapevolezza di cosa possa ancora voler dire riconoscersi come esseri terrestri ed appartenere ad una Terra. Ad esempio, il pensiero della Terra può intrecciarsi sia con la dialettica tra l'appartenenza locale e l'organizzazione globale della tecnica, sia con la preoccupazione conservativa delle specificità paesaggistiche. Sciocchezze! Che cos'è un pensiero radicale? Riconoscersi come esseri terrestri?





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