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Kasparhauser ISSN 2282-1031

Estetica



2016

Giuseppe Crivella
Pessoa e il linguaggio come teatro di una egologia apofatica

Pessoa non abitò ma fu questo vuoto, gremito di scrittura, d'una scrittura notturna e cerebrale trafitta dalle asimmetriche flessioni di scorie percettive allestite a scenario ove lasciar esibire in uno spettacolo effimero e segreto quella sottile calca d'eteronimi [4] nel cui incessante tremito egli aveva deciso di dissolversi: «mi separo da me e vedo che sono il fondo di un pozzo».



Marco Nicastro
La prosa lirica dell’oscurità: il Notturno di D’Annunzio

Prendere un nuovo, più autentico contatto con sé stesso, tornare «poeta puro» dopo anni di arte messa al servizio della retorica della guerra, è l'evento centrale del densissimo racconto autobiografico scritto da Gabriele D'Annunzio nel 1916, a seguito di un incidente aereo realmente occorsogli che comportò la perdita dell'occhio destro.



2015

Giuseppe Crivella
Giunsi a me stesso dalla notte.
Linguaggio, soggetto e storia in Clemente Rèbora

In Rèbora la parola affiora dal silenzio attraverso una gestazione lenta, riottosa, sfrangiata, posta nella curvatura di uno sguardo che si fa palude d'occhi, epidermide ustoria, purpurea effusione da una ferita, la quale ingorga la sofferta cantabilità del mondo lasciandolo emergere come da un orizzonte brumoso e talmente prossimo a chi scrive da strangolarne la voce per un eccesso di immagini.



Giuseppe Crivella
Se il tempo è una caligine d’eternità perente.
Linguaggio, soggetto e storia in Dino Campana

Tutta la lirica di Campana vive di un dissidio profondo: spastica ed aerea, essa s'intrude in una levità arcana ed arcaica d'accenti fusi in un unisono étoilé ora sotto le sembianze di una metallica e vuota eco, ora sotto forma di rovente urlo scagliato contro la livida sonnolenza di spente divinità notturne torpidamente prossime all'estinzione. In tal modo il poeta costringe il nostro pensiero a confrontarsi con un'idea di lingua.



Giuseppe Crivella
Animalisation e retentissement: Bachelard tra Blanchot e Artaud

Pensiero e immagine palesano qui allora una complicità tortuosa ma solida, proficua e inaspettata: il primo penetra nelle cose rappresentate, si sviluppa in esse cercando di mettervi ordine, tentando un approccio che si muove verso la coordinazione dei sensi e dei nessi ravvisabili all'interno dell'opera.



2014

Giuseppe Crivella
Intervista a Renato Barilli: McLuhan, la letteratura e altro

Incontro Barilli nel tardo pomeriggio di un autunno perugino. È una figura che al tempo stesso ispira mitezza e rigore, discrezione e tenacia; ha la fisionomia di uno di quei rari studiosi che alla impostazione antidogmatica affiancano non solo la solidità del pensatore.



Giuseppe Crivella
Kafka, fabula nuda non datur...

Sovente nel leggere Kafka si è assaliti dall'oscura certezza che tutta la sua affilatissima prosa sia spasmodicamente attraversata da una sorta di sordo e multiforme dramma esegetico. Dramma qui è da intendere nell'accezione strettamente etimologica: azione, attività (scenica).



Stefano Scrima
Borges, Camus e la caduta eterna

L'uomo è un essere ontologicamente insaziabile e paradossale: vuole l'immortalità ma non la noia, vuole vivere al massimo, sentirsi eterno ma non troppo, per poi riconoscere, magari autocompiacendosi, l'effimerità della sua vita.



2013

Stefano Scrima
Dalí, Nietzsche e la fenicologia

Così nasce l'utopica fenicologia: la fenicologia insegna a noi viventi le meravigliose possibilità che abbiamo di diventare immortali nel corso di questa medesima vita terrestre, e ciò grazie alla segreta eventualità di ritrovare lo stato embrionale e di potere così realmente rinascere in perpetuo dalle nostre ceneri...



Davide Russo
Struttura delle immagini e assunzioni ontologiche dell'"approccio strutturale"

O il filosofo è presente là dove si determina il destino della Polis, oppure è il caso che lasci libero campo al poeta. Dico questo per mostrare che ciò che si trova all'inizio della filosofia, nella lotta per il controllo della Paideia, è ancora ciò che si trova alla fine. Solo che il luogo dell'agire e del pensare non è più la Polis...



Chico Mello
Precisione ed anarchia nell'opera di Morton Feldman

Quando parliamo di analisi musicale, o di qualsiasi altro tipo di analisi, immaginiamo un insieme coerente, e, come analisti, iniziamo a decifrare questa coerenza. In ordine di conoscerne il funzionamento, iniziamo un lungo processo di traduzione e classificazione degli eventi sonori in differenti categorie analitiche, come struttura, forma, gerarchia, sistema, per raggiungere la cosiddetta comprensione dell’oggetto.



Daniel Filoni
Le notti bianche. Una patologia del racconto

Tutta la storia potrebbe riassumersi, nel suo andamento discendente, nelle quattro battute finali. Il romanzo risulta costruito intorno a un accordo tematico fondamentale: il ritmo della narrazione alterna la solitudine del protagonista, nella quale si compie l'ascesa nella natura...



2012

Francesca Brencio
Hegel e la traccia della bellezza

Nella filosofia hegeliana non c'è posto per la bellezza: né per una bellezza naturale e corporea, né per una di tipo spirituale; né per una bellezza in grado di salvare l'uomo e di redimerlo e nemmeno per una bellezza che lo conduca alla perdizione ed alla dissoluzione di sé...



Jacopo Valli
Dell'estetizzazione dell’Essere

Rigorosa formulazione della riduzione dell’ontologia ad estetica è l’assimilazione dell’originario a traccia; meglio, a pittura. Ma se — come ho scritto — l’ontologia risente dell’estetica (e viceversa), anche a livello linguistico, e se pure assumiamo che l’Essere sia ridotto a pittura, penso anche...








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