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2018


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Florence Henri, Composition abstraite, 1931



Kasparhauser ISSN 2282-1031

Phaenomenologica
A cura di Giuseppe Crivella


2018

Dell’unità dell’immaginazione 2. Le immagini appartengono tutte alla stessa famiglia? [PARTE SECONDA]
di Philippe Cabestan

La concezione dell'immagine come di un modo determinato di percezione non deve essere intesa nel senso che alla percezione di un supporto verrebbe ad aggiungersi un atto di immaginazione che riposi su di esso; come se, dal punto di vista noematico, al dato percettivo, ovvero al supporto, venisse a connettersi il mondo di immagine. E se la coscienza di immagine è esattamente coscienza percettiva è perché, come ci dice Fink, l'intuitività del mondo d'immagine è essenzialmente una intuitività impressionale presentativa, la coscienza di immagine è una coscienza presentante
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Dell’unità dell’immaginazione 1. Le immagini appartengono tutte alla stessa famiglia? [PARTE PRIMA]
di Philippe Cabestan

Contemplo l'incisione di Dürer; poi, abbandonandola, immagino un cavaliere che affronta la morte; infine mi addormento ed ecco che ciò che contemplavo o immaginavo, lo sogno. Messo da parte il soggetto in questione, che cosa hanno in comune questi atti differenti della mia coscienza? L’uno suppone il sonno e gli altri due la veglia. In un caso siamo di fronte ad un foglio di carta ricoperto di tratti neri e iscritto nello spazio della percezione, negli altri due casi la coscienza forma, indipendentemente da ogni supporto, un’immagine scelta da lei.
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2017

Husserl e il problema dell’univocità dell’intuizione
di Dominique Pradelle

Esiste un concetto formale e univoco del’intuizione dell’oggetto? Fin dal suo testo del 1894, Studi psicologici sulla logica elementare, e poi nella V Ricerca Logica, la percezione sensibile fornisce a Husserl il modello per ogni intuizione in generale. È allora possibile trasporre ai differenti tipi di essenze o categorie di oggetti il paradigma di intuizione già enucleato nella sfera della percezione sensibile? È possibile, allora, trasporre presso le differenti discipline eidetiche ciò che vale per l’afferramento e l’intuizione degli oggetti individuali del mondo spazio-temporale?
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Merleau-Ponty e la spazio-temporalità dell’essere carnale
di Emmanuel de Saint Aubert

Jean Wahl si esprimeva in questi termini: «mi sembra che il suo pensiero si apprestasse a definire un nuovo spazio e un nuovo tempo, un nuovo spazio-tempo». Da sempre attento ai lavori di Merleau-Ponty, uditore regolare ai corsi al Collège de France, in Wahl era ancora persistente il ricordo delle ultime lezioni sulla simultaneità ontologica e l’ubiquità carnale. Egli aveva indovinato quanto esse rappresentassero un coronamento del complesso dell’evoluzione del filosofo
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