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Florence Henri, Composition abstraite, 1931



Kasparhauser ISSN 2282-1031

Phaenomenologica
A cura di Giuseppe Crivella


2017

Husserl e il problema dell’univocità dell’intuizione
di Dominique Pradelle

Esiste un concetto formale e univoco del’intuizione dell’oggetto? Fin dal suo testo del 1894, Studi psicologici sulla logica elementare, e poi nella V Ricerca Logica, la percezione sensibile fornisce a Husserl il modello per ogni intuizione in generale. È allora possibile trasporre ai differenti tipi di essenze o categorie di oggetti il paradigma di intuizione già enucleato nella sfera della percezione sensibile? È possibile, allora, trasporre presso le differenti discipline eidetiche ciò che vale per l’afferramento e l’intuizione degli oggetti individuali del mondo spazio-temporale?
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Merleau-Ponty e la spazio-temporalità dell’essere carnale
di Emmanuel de Saint Aubert

Jean Wahl si esprimeva in questi termini: «mi sembra che il suo pensiero si apprestasse a definire un nuovo spazio e un nuovo tempo, un nuovo spazio-tempo». Da sempre attento ai lavori di Merleau-Ponty, uditore regolare ai corsi al Collège de France, in Wahl era ancora persistente il ricordo delle ultime lezioni sulla simultaneità ontologica e l’ubiquità carnale. Egli aveva indovinato quanto esse rappresentassero un coronamento del complesso dell’evoluzione del filosofo
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