Kasparhauser





Rivista di cultura filosofica

2020


Home

Monografie

Culture Desk

Global Age
Pandemie
Heidegger e i Quaderni neri
Phaenomenologica

Ateliers

Economia
Etica
Estetica
Filosofia italiana
Geofilosofia
Interviste
Politica
Postmoderno
Saperi
Teologia

Chi siamo

Info






Kasparhauser ISSN 2282-1031

Pandemie
2020

Marco Baldino
Pandemia: il tonfo dell’Italian Theory. Eccezione, dono e immunologia

L’articolo «L’invenzione di un’epidemia», di Giorgio Agamben, comparso il 26 febbraio 2020 sul sito della casa editrice Quodlibet, è un buon esempio di come sia possibile elaborare teorie filosofiche eleganti, che al lato pratico, quando cioè si tratta di metterle a frutto per interpretare fenomeni reali, si squagliano come neve al sole.La tesi di Agamben è csiccome solo il 10-15% dei contagiati sviluppa una polmonite letale, ciò dimostrerebbe la natura interessata delle politiche poste in atto dai governi e confermerebbe la sua teoria dello stato d’eccezione: l’epidemia non c’è, è un’invenzione il cui vero scopo è quello di fungere da pretesto per ampliare oltre ogni limite divieti, interdizioni, sospensioni, militarizzazione, ecc. ecc



Fabio Vergine
Aiôn: temporalità dell’evento-virus

L’evento-virus, con l’innegabile carico di dolore che esso reca con sé, è quell’esperienza impersonale, assoluta, universale che ci mostra direttamente il paradossale funzionamento della temporalità dell’evento in generale. E se è vero, come spesso si legge o si sente, che l’evento-virus ci ha colti impreparati è perché forse, in fondo, non poteva che essere così, perché l’evento non ha tempo proprio: il suo tempo non è mai l’eterno presente di Kronos, ma l’eterno passato-futuro di Aiôn. Così l’evento-virus ci restituisce all’organico anacronismo che struttura l’autentica appartenenza all’attualità del nostro tempo. E come ogni evento, non può che coglierci alla sprovvista.












© 2012 - 2020 Kasparhauser.net