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René Magritte, Il mistero dell’orizzonte, 1955



Kasparhauser ISSN 2282-1031

Psicoanalisi e letteratura
A cura di Marco Nicastro



2017

Roberto Pozzetti
Umberto Saba: il piccolo Berto e il Dottor Weiss

La raccolta denominata con il suo dimunitivo, Il piccolo Berto, relativa agli anni della sua analisi, è dedicata proprio a Edoardo Weiss. Al centro di quest’opera vi è appunto la balia, che sembra vicariare anche la funzione paterna (il papà che a Umberto è mancato) come si coglie dalla scelta del nome Saba, che rinvia sia al nonno materno, in grado di svolgere il ruolo paterno. sia al significante Sabaz, soprannome della balia.



Roberto Pozzetti
Umberto Saba: il piccolo Berto e il Dottor Weiss

La raccolta denominata con il suo dimunitivo, Il piccolo Berto, relativa agli anni della sua analisi, è dedicata proprio a Edoardo Weiss. Al centro di quest’opera vi è appunto la balia, che sembra vicariare anche la funzione paterna (il papà che a Umberto è mancato) come si coglie dalla scelta del nome Saba, che rinvia sia al nonno materno, in grado di svolgere il ruolo paterno. sia al significante Sabaz, soprannome della balia.



Antonello Sciacchitano
Zoorathustra, il superuomo e l’animale

Perché il simbolismo animale? si chiese Claude Lévi-Strauss nel quarto capitolo del suo Totemismo oggi (1962) intitolato cartesianamente Verso l'intelletto. E soprattutto perché questo simbolismo piuttosto che un altro dal momento che si è stabilito, almeno negativamente, che la scelta di certi animali non è spiegabile da un punto di vista utilitario?



Marco Nicastro
Il paradiso perduto e la costruzione di Sé

Il dialogo col serpente può essere pensato, da un punto di vista psicologico, come una rappresentazione del rapporto con quella parte di sé che desidera andare oltre, che non si accontenta di ciò che è stato già concesso: la serenità, il potere sugli altri esseri, una compagna, ma che ambisce al raggiungimento di una perfezione o di un ideale non ancora posseduti.



Marco Nicastro
Il transfert idealizzante come rischio per il paziente. Una riflessione a partire da alcune poesie di Vivian Lamarque

Un tratto assolutamente interessante della poesia di Vivian Lamarque è che essa riesce, in modo spesso originale, a semplificare l'espressione dei sentimenti attraverso forme linguistiche elementari e dirette, debitrici al parlato infantile.T ali caratteristiche non le impediscono di raggiungere le profondità emotive del lettore, a patto che questi accetti di porsi in ascolto delle eco più antiche della propria biografia individuale.



Luca Casadio
Psicoanalisi come romanzo e come teatro. Una sacra rappresentazione

Le relazioni più intime, inclusa quella analitica, non sarebbero altro che drammatizzazioni, messe in scena di nuclei relazionali ed emotivi particolarmente significativi per il soggetto e per la sua storia. Il copione del soggetto, quello che regola il suo mondo relazionale ed emotivo, sarebbe redatto da un’arcana presenza (inconscia), il teatro, il quale permetterebbe agli attori (analista e analizzando) di recitare i propri ruoli.



Marco Nicastro
Ennio Flaiano: Tempo di uccidere. Fenomenologia di uno psicopatico

Diceva Goya che è il "sonno della ragione" a generare mostri. Qui si vuol rivedere in parte questa concezione, insistendo invece sul fatto che la ragione stessa, se incapace di integrare e significare le emozioni e le pulsioni, a lungo andare genera altrettante mostruosità, distorcendo il rapporto dell'individuo col mondo e la sua capacità di parteciparvi empaticamente.









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