Kasparhauser





Rivista di cultura filosofica

2017


Home

Ricerche

Culture Desk

L'Affaire Hannah Arendt
Heidegger e i Quaderni neri
Deleuze vent’anni dopo

Ateliers

Antropologia
Estetica
Etica
Filosofia italiana
Geofilosofia
Economia
Phaenomenologica
Politica
Psichiatria
Teologia
Postmoderno

Chi siamo

Info









Kasparhauser ISSN 2282-1031

Filosofia italiana

2017

Non è tutto noia ciò che pensa. Intervista con Riccardo Dal Ferro.
di Leonardo Tonini

Riccardo Dal Ferro è pensatore e divulgatore filosofico che pubblica le sue riflessioni in video su Youtube. Ci siamo voluti confrontare con lui ponendogli domande sulla reale possibilità di fare filosofia con i nuovi mezzi mediatici, sul come e su quali caratteristiche dovrebbe o potrebbe avere una filosofia che si muova con la tecnologia dell’oggi, più atta, almeno nell’immaginario comune, a veicolare contenuti di intrattenimento piuttosto che approfondimenti.



Un manifesto dell’inumano. Carmelo Bene a quindici anni dalla morte
di Fabio Vergine

Si deve senz’altro aprire con una bestemmia: Carmelo Bene è una figura attuale. Attuale in quanto, come tutti quelli che hanno tracciato un solco nel tempo — quale che sia — è stato invece inattuale nell’eternità che lo ha segnato. Inattuale in un tempo che lo ha riconosciuto sia nel suo genio che nella sua oscurità, ma attualissimo in un tempo che non lo riconosce più, che a stento ne ricorda l'immagine e che disattende l'opportunità di tributargli alcunché.



Briguglia e l’animale politico. Agostino, Aristotele e altri mostri medievali
di Niccolò Bonetti

Davvero l'uomo, per la tradizione medievale, fu animale politico come afferma la nota definizione di Aristotele o piuttosto, dopo la caduta, non divenne un essere violento e antisociale, rendendo necessaria, come invece sostiene Agostino, l'esistenza di un apparato coattivo statale? È insomma più corrispondente alla realtà l'ottimismo di Aristotele o il freddo realismo di Agostino?



2016

Hegel, elenctica ed etica in Severino
di Leonardo Tonini

Per spiegare l'eterno variare delle cose che è effettivamente davanti ai nostri occhi, che è il sopraggiungere degli eterni. Severino ci dice che la totalità del cerchio attuale (del percepito) è oltrepassato dal cerchio non attuale, in uno sviluppo senza fine. E questo progresso non è, come fino ad ora è sembrato, il divenire che crea dal nulla gli enti e li spedisce nel nulla, ma è l'eterno apparire degli eterni, in un infinito oltrepassamento, che Severino chiama Gloria.



Norberto Bobbio: egualitarismo e differenzialismo
di Marco Baldino

La dottrina di Bobbio scaturisce da questo chiasmo: libertà ed eguaglianza sono complementari. Di qui l'assunto liberalsocialista ch'egli pone alla base della propria riflessione. La libertà è una nozione pre-giuridica. La giuridizione ne fa un 'diritto’. Il buon governo e la buona società nascono dalla eliminazione della libertà come proprietà originaria dell'Io, e quindi dell'Io stesso, trasformando la prima in diritto e il secondo in cittadino.



Berardinelli contro Severino. La deriva dei luoghi comuni
di Giuseppe Cerbino

Severino dice che l'Occidente è un errore necessario, che va attraversato fino in fondo cercando di intercettarne gli elementi e la natura. Non si tratta di proporre un'alternativa. L'uomo non deve avere alcun compito filosofico. L'eternità di tutti gli essenti non è una teoria filosofica, ma una verità inascoltata e il lavoro di Severino consiste nel tentare di comprendere la portata, per noi, di questo mancato ascolto.



Cacciari e il potere che frena
di Roberto Fai

Se la filosofia deve essere quell'engagement che è necessario per affrontare i nodi più oscuri e problematici del nostro vivere e della nostra epoca, mi sembra allora necessario restituirle uno spazio deputato a dialogare con l'uomo, nella carne e nel proprio tempo...



2014

Roberto Fai
Roberto Esposito: “Le persone e le cose”

Se davvero la vita e il corpo costituiscono la posta in gioco della politica contemporanea, solo una radicale decostruzione delle categoria di 'persona' e di 'cosa' è in grado di offrire l'esempio dei processi riassumibili in quel concetto di biopolitica, che, nel suo doppio, contrastante versant, costituisce il cuore del conflitto politico del nostro tempo.



Roberto Fai
Giorgio Agamben e L'uso dei corpi

Nelle pieghe della declinazione del concetto di “forma-di-vita”, inoperosità e contemplazione configurerebbero le inedite trame esistenziali del Dasein. È possibile immaginare un ordine o un nuovo criterio del politico, totalmente destituito da una potenza contemplativa?





© 2012 - 2017 Ksparhauser.net