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Rivista di cultura filosofica









MONOGRAFIE


Kasparhauser n. 15, anno 2017
Andrej Tarkovskij: Il tempo scolpito e l'eredità perduta
Percorsi di ricerca a trent'anni dalla scomparsa


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Appunti per una fenomenologia della parola digitale. Odio per il presente
Possiamo indagare la differenza tra parola stampata e parola digitale, ma non confondiamola con la differenza tra parola e scrittura. Entrambe, parola stampata e parola digitale, appartengono già a quel processo tecnologico di istituzionalizzazione della parola che non possiamo revocare. Non si tratta dunque, nel cercare di capire cosa stia accadendo alla parola che diventa digitale, di vagheggiare un ritorno a una presunta autenticità. Si tratta invece di dire e di non ignorare che cosa stia accadendo. Come stia cambiando quello che possiamo dire a partire dal cambiamento dalla forma delle parole con cui lo diciamo..


Austerlitz, ovvero il ritorno del passato
Si passa oltre se si è immessi in ciò che trapassa, scorre da prima, in avanti (il passato) - portati, sostenuti da ciò che trattiene il senso di ciò che è stato, e lo verifica come responsabilità, eredità, speranza per affrontare ciò che può ancora avvenire (la tradizione).


Credo quia absurdum
Prendere sul serio il cristianesimo, ovvero prendere sul serio qualcosa di assurdo: questo Baldino ribadisce, e il suo intervento si colloca, amio giudizio, lungo quella direttrice mai domata dell’apologetica, della teologia, della filosofia e della letteratura cristiana degli ultimi duemila anni, da Tertulliano a Kierkegaard, dallo Pseudo-Dionigi a Dostoevskij, che non ha mai perseguito una corrispondenza tra rivelazione e logos.


Exitus, esilio, salvezza. Appunti per un’altra lettura dei Quaderni Neri
Esiste la possibilità di rappresentare gli eventi durante il loro presentarsi? Rappresentare un fenomeno significa dare sempre e comunque un’interpretazione; da ciò se ne deduce che per carpire un evento che si presenta nell'immediato tramite segni e codici si crea un fenomeno, analogia che riguarda indubbiamente il medesimo evento ma che appunto lo ri-guarda, non lo è immediatamente.


Heidegger: antisemitismo dell’altro inizio
La frattura che incrina il pensiero greco originario, quando ellenizzandosi incontra l'orizzonte storico del monoteismo ebraico è la radice profondissima dell'antisemitismo heideggeriano. Heidegger stesso non la riconosce, parla come se quella frattura fosse tutta interna al pensiero greco.


Il doppio errore di Heidegger
Heidegger rifiuta di vedere che il nazismo sceglie l'ebraismo come ciò che resiste alla volontà di totalità, che resiste come alterità. Heidegger si rifiuta di inserire questo elemento nel suo pensiero, perché in fondo questo - la irriducibilità dell'uomo biblico alla storia dell'essere - è l'elemento che lo accomuna al nazionalsocialismo. Questa comunanza, che nella sua forma storica agisce nel pensiero heideggeriano senza essergli disponibile, rimane nel suo pensiero come una responsabilità mancata, una macabra risonanza.


La questione del peccato
Inevitabilmente, abbiamo rigettato la parola "peccato". Ora dobbiamo confrontarci con il fatto che, senza peccato, la nostra teodicea rimane vuota, e incapace di problematizzare il male. Senza peccato la nostra moralità è diventata solo retorica.


L’educazione, o la responsabilità del passato
Educare contro il passato non è possibile, è una manifestazione di hybris smisurata - forse ancora più pericolosa in chi, come la Arendt, sinceramente è animato dal più fervido umanismo redentore - capace solo a chi ritenga che la propria assoluta volontà e i suoi astratti imperativi siano fondamento e sostanza sufficiente per un mondo completamente rinnovato, che l'uomo in sé, proprio e solamente quando denudato di ogni vincolo e riconoscenza e debito morale, possa essere demiurgo di una terra senza il male.


Guido Cavalli

(Parma, 1974). Scrittore e poeta. È coautore dei romanzi e racconti di Errico Malò. Del 2005 la raccolta di versi Piccolo canzoniere selvatico (Manni Editori). Di recente pubblicazione la raccolta Nel castagneto, Diabasis, Parma 2015. Collabora con la rivista di cultura filosofica Kasparhauser.

cavalli.g@gmail.com


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