Kasparhauser





Rivista di cultura filosofica

2018


Home

Monografie

Culture Desk

Global Age
L'Affaire Hannah Arendt
Heidegger e i Quaderni neri
Phaenomenologica

Ateliers

Economia
Etica
Estetica
Filosofia italiana
Geofilosofia
Interviste
Politica
Postmoderno
Saperi
Teologia

Chi siamo

Info

Marco Baldino | Fine del racconto heideggeriano
Cap. VII. La mistica dell’altro pensiero
14 ottobre 2018

Apparentemente Heidegger sembra rispettare l’interdetto kantiano contro l’intuizione intellettuale. Il problema sorge là dove l’intera analitica dell’esserci deve essere sottoposta ad un radicale ripensamento, allo scopo di mostrare ciò che, pur detto in molti sensi, è l’Essere “in assoluto”. È noto come, dinanzi a questo compito, Essere e tempo si interrompa. Heidegger dice che il linguaggio della Metafisica non è sufficiente: tutto ciò che essa tocca viene trasformato in ente e quindi l’essere in assoluto gli sfugge, strutturalmente. Occorre pertanto un altro pensiero. Ora, quest’altro pensiero, proprio perché si pone il compito di abbandonare a se stessa la Metafisica, abbandona anche la logica fenomenologica dei concetti e, con essa, l’interdetto kantiano contro la mistica.
Marco Baldino | Fine del racconto heideggeriano
Cap. VI. Il dramma dell’etica originaria
2 ottobre 2018

Secondo Nancy, la filosofia di Heidegger, in quanto riflessione sul senso dell’agire a partire dal suo rapporto con l’essere, è in realtà un’etica originaria. Il suo contrario sarebbe perciò, in questo senso, un agire cieco. L’adesione di Heidegger al nazismo non va pertanto posta sotto la categoria della colpa morale, ma a un livello più profondo, in cui diventa necessario declinare l’inadeguatezza del suo stesso pensiero rispetto alla grandezza del suo tema.
Artin Bassiri Tabrizi | Estetica
In morte di un uomo...
2 ottobre 2018

Forse non vi sono motivi per cui amare Ceronetti; un elogio alla sua figura equivale alla sua mistificazione. Difficile è, al contempo, “abbandonarsi” alla sua lettura. Restiamo sempre vigili, pronti al momento in cui dichiareremo — ancora una volta — il nostro disaccordo, quello scatto preciso dove Ceronetti è estremamente spinoso, dove, insomma, ci indigniamo. E se provassimo, invece, a trattarlo da scrittore? Se ci comportassimo come abbiamo sempre fatto, quando muore un grande?
Jean Arrouye | Estetica
Storia de La main de feu, ovvero gli insegnamenti de Le voyage angoissant (o L'énigme de la Fatalité) di Giorgio de Chirico in Nadja di André Bretone
6 agosto 2018

In merito a tali immagini Nadja manifesta un potere simile a quello che lei ha dimostrato altrove e che suscita meraviglia in Breton: quello di scoprire un al di là dell'apparenza delle cose viste e delle situazioni vissute. Lei attribuisce alle immagini un senso secondo, risveglia le opera d'arte assopite, divenute elementi decorativi di un universo domestico, risemantizzandoli nuovamente tramite il suo sguardo e la sua parola. Ciò è vero soprattutto per quanto riguarda il quadro triangolare di Giorgio de Chirico L'Angoissant Voyage ou L'Énigme de la Fatalité.


© 2012-2018 kasparhauser.net