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Luca Casadio | Psichiatria
Psicoanalisi come romanzo e come teatro. Una sacra rappresentazione
28 maggio 2017

Le relazioni più intime, inclusa quella analitica, non sarebbero altro che drammatizzazioni, messe in scena di nuclei relazionali ed emotivi particolarmente significativi per il soggetto e per la sua storia. Il copione del soggetto, quello che regola il suo mondo relazionale ed emotivo, sarebbe redatto da un’arcana presenza (inconscia), il teatro, il quale permetterebbe agli attori (analista e analizzando) di recitare i propri ruoli.
Roberto Fai | Filosofia italiana
Teologia politica e civiltà occidentale. Roberto Esposito e la macchina del “due”
24 maggio 2017

Se è vero, come ha scritto, a suo tempo, Montaigne, ripreso adesso da Jean Starobinski — all'interno di un testo che riporta le conversazioni di questo grande umanista e medico svizzero con l'amico Gérard Macé —, che "la parola è per metà di colui che parla e per metà di colui che ascolta", per analogia, si potrebbe dire che anche i pensieri, le riflessioni, scritti e incisi sulla carta, per metà sono dell'autore, e per l'altra metà di chi li legge.
Dominique Pradelle | Phaenomenologica
Husserl e il problema dell’univocità dell’intuizione
19 maggio 2017

Esiste un concetto formale e univoco del’intuizione dell’oggetto? Fin dal suo testo del 1894, Studi psicologici sulla logica elementare, e poi nella V Ricerca Logica, la percezione sensibile fornisce a Husserl il modello per ogni intuizione in generale. È allora possibile trasporre ai differenti tipi di essenze o categorie di oggetti il paradigma di intuizione già enucleato nella sfera della percezione sensibile? È possibile, allora, trasporre presso le differenti discipline eidetiche ciò che vale per l’afferramento e l’intuizione degli oggetti individuali del mondo spazio-temporale?
Marco Baldino | Pensare politico
Socialismo e razzismo in Foucault
12 maggio 2017

Antisemitismo, razzismo, sono cose vecchie, che preesistono alla formazione di ciò che Foucault chiama “razzismo di stato”. C’è tuttavia un momento in cui lo stato si appropria dell’antisemitismo in vista di uno spostamento verso l’esterno della guerra come guerra (guerra tra stati) e in cui la guerra interna viene interdetta. Al posto di quest’ultima compare una politica di salute pubblica che si sostituisce al tema della guerra fra razze in senso a un medesimo stato, quello di uno stato biologicamente omogeneo.


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