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Marco Baldino | Politica
Nota su «Neoliberismo, rivoluzione digitale e morte del futuro» di Lorenzo Lasagna. 2
5 luglio 2019

Credo che oggi, al giorno d’oggi voglio dire, per quel che i tempi hanno aggiunto di definitivo alla storia del socialismo, sia lecito chiedersi che diavolo è il “tardo capitalismo”. Ricordo che se ne parlava negli anni ’70, e allora più o meno qualcosa ci si capiva. Ma siamo ancora in una fase come quella? o è un ritardo di linguaggio, o di pensiero? E poi: “tardocapitalismo e neoliberismo” — anche questo —, il chiacchiericcio, l’infinitamente mal compreso “neoliberismo”…, Siamo sicuri poi che sia neo- e non, per esempio, semplice liberismo?
Guido Cavalli | Politica
Se la libertà non ha un senso. Una nota su “Neoliberismo, rivoluzione digitale e morte del futuro” di Lorenzo Lasagna
25 giugno 2019

Una pluralità di istanze (economiche, culturali, simboliche, psicologiche, antropologiche) hanno raggiunto e istituito nel “capitalismo” una sorta di patto di reciprocità, di vicendevole riconoscimento per cui di fronte a diversi fattori di mutamento la risposta non è mai univoca, sistemica, dialettica ma contingente e incompiuta, irrazionale.
Lorenzo Lasagna | Politica
Neoliberismo, rivoluzione digitale e morte del futuro. Appunti per una lettura di Realismo Capitalista di Mark Fisher
20 giugno 2019

L’intuizione più rilevante di Fisher riguarda la dimostrazione dell’inconsistenza tetica del realismo capitalista, vale a dire il fallimento della sua ambizione più letterale, quella di porre, di stabilire, un piano di realtà. A conti fatti, la conoscenza derivata dall’applicazione di un modello radicalmente realista (imperniata sulla rimozione degli ordini simbolici), si rivela insoddisfacente, incompleta. Ecco allora il fallimento paradossale: “La fine del simbolico porta non a un confronto diretto con il reale, ma a una specie di emorragia del reale stesso”.
Marco Nicastro | Saperi
Il rapporto mente-cervello in psicologia clinica. Riduzionismo e valorizzazione della complessità
20 maggio 2019

Negli ultimi anni sempre più spesso sentiamo parlare di neuroscienze, termine con cui si indicano quelle discipline con ambizioni di scientificità forte (tipica di ambiti come la fisica, la chimica, la biologia) che studiano la struttura e l’attività biochimica del cervello e i loro nessi con il funzionamento mentale. Dal canto suo la psicologia, disciplina che tradizionalmente si occupa della mente, specie nel suo versante clinico ha sempre incontrato notevoli difficoltà epistemologiche a dare solidità scientifica e sostanza empirica alle proprie ipotesi teoriche.
Giuseppe Crivella | Estetica
Se la scrittura è un cenotafio. Ceronetti prossimo nostro
2 aprile 2019

Sfuggente e inafferrabile, Ceronetti è forse l'ultimo grande poligrafo di lingua italiana. Compulsatore onnivoro della letteratura universale, i suoi testi nascono come fluidi mosaici ove confluiscono senza sosta correnti di scrittura altamente variegate e difformi, sublimate però in piccole raccolte di micro-narrazioni discontinue e frammentate, le quali tradiscono in ultima istanza le provenienze più inaspettate e sorprendenti.


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