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Pierre Rodrigo | Phaenomenologica
Lo statuto fenomenologico dell'immagine in Husserl
24 maggio 2022

Rimane da sapere perché la modificazione di neutralità immaginaria si applica al solo ricordo e non alla percezione presente. Per quale motivo Husserl caratterizza il vissuto di immaginazione come un vissuto certo presente, come lo è ogni vissuto, ma al tempo stesso sospeso, fluttuante? E per quale ragione egli aggiunge che «bisogna ritenere una qualità eidetica della coscienza immaginante il fatto che non solo il mondo, ma nello stesso tempo il percepire stesso che questo mondo, è immaginario»? Rimane intatto il problema di sapere che cos'è un percepire immaginario slegato o fluttuante e di sapere anche perché questo percepire implica solo la neutralizzazione delle presentificazioni. Solo considerando il movimento complessivo dell'argomentazione del capitolo IV della terza sezione di Ideen I potremo dare una risposta a tali questioni, ed è inoltre in tal modo che comprenderemo perché e in che maniera Husserl perviene all'incisione di Dürer.
Anne Simon | Phaenomenologica
«L'architettura del visibile»: microlettura della fine di Sodome et Gomorrhe
5 aprile 2022

Con Merleau-Ponty la filosofia non deve più sbarazzarsi del metaforico o del figurale come di un compagno ingombrante che viene a sovraccaricare l'idea pura (idea di Essere, di Nulla, di Tempo, di Io, d'Oggetto) dei suoi abiti menzogneri e teatrali; al contrario è proprio prendendo in esame la dimensione fondamentalmente trasversale, tortuosa e mediatrice del linguaggio poetico che la fenomenologia potrà accedere più direttamente ad una vera espressione del nostro legame con l'essere.
Lorenzo Lasagna | Estetica
Un posto tranquillo, poco illuminato. L’isola dei morti tra elegia e perturbamento
9 marzo 2022

L'isola potrebbe raffigurare la Morte e il trapasso dei vivi che si compie con il suo raggiungimento. Il resto sarebbe essenzialmente un 'fondale emotivo' posto a contorno. Ma ci sono forze, nel dipinto, che non si lasciano ridurre ad un'allegoria di morte. Al contrario: la costruzione prospettica dell'opera (la simmetria centrale, la profondità dello sguardo, il movimento dell'imbarcazione, la composizione delle linee inclinate a disegnare - in particolare dalla terza versione in avanti - una sorta di teatro) favorisce il prodursi di un'attrazione, per quanto ambivalente e morbosa. La verità è che il quadro ci respinge sul piano emotivo, ma strutturalmente ci attrae verso di sé, inesorabilmente.
Jean-Luc Nancy | Omaggio a Nancy
Al di là dell’Europa [Eὐρὡπη]
25 novembre 2021

Giacché, infine, e come Jan Patocka (figura europea come poche) aveva potuto dire già molto tempo fa, quell'Europa, quella cultura, è per parecchi versi alle nostre spalle. Essa giace da qualche parte nella storia, dietro le guerre “mondiali”, dietro Auschwitz, dietro le guerre di “decolonizzazione”, dietro l'esaurimento o il rovesciamento delle rivoluzioni, e dietro la virata ecotecnica che ha già fatto uscire l'Europa dall'Europa.


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