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Rivista di cultura filosofica

2020


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Anna Mastrini | Estetica
Michel Foucault: Una piega nello spazio
10 luglio 2020

Il teatro, il cinema, così come i giardini e i tappeti d'oriente o come le prigioni e le cliniche sono solo alcuni degli innumerevoli contro-spazi che affollano la nostra quotidianità. Questi luoghi o non-luoghi proiettano una situazione diversa a quella in cui siamo soliti muoverci, che sia di perfezione utopica o di distorsione eterotopica non fa una particolare differenza, ciò che conta è il fatto di far emergere una possibilità nuova, lo scacco della diversità e così facendo insinuare un dubbio nella mente degli uomini.
Roberto Fai | Politica
La freccia del progresso tra ragione e potenza
25 giugno 2020

La scommessa, pertanto, sta tutta qui: dentro quell'universalismo globale che unifica il mondo pur dentro un piano di insopportabili dissimmetrie, l'economia globale, che rimane più che mai un modo dell'organizzazione capitalistica del mondo, e dunque essa stessa una forma storica destinata prima o poi a esaurirsi, esige, per potersi riequilibrare, di essere messa confronto con una soggettività altrettanto globale che non può essere costituita se non dall'impersonalità dell'umano, nel suo complesso.
Marco Baldino | Pandemie
Il tonfo pandemico dell’Italian Theory. Eccezione, dono e immunologia
1 giugno 2020

Agamben sostiene che la pandemia non è che una strategia biopolitica per meglio assoggettare le masse al potere sovrano, inteso alla maniera di Schmitt, come stato di eccezione - La grande innovazione teorica consisterebbe nel ritenere che lo stato d’eccezione si sia oggi imposto come la norma. Esposito trae invece da Foucault il concetto di potere sovrano (potere di vita e di morte). Tuttavia la biopolitica, l’insieme delle pratiche immunitarie, anche per Esposito sarebbe una strategia con cui il potere sovrano tende ad assoggettare le masse.
Annabelle Dufourcq | Phaenomenologica
L’origine immaginaria di ogni essere: la nozione di Istituzione in Merleau-Ponty
22 maggio 2020

L’immaginazione produrrebbe così degli schemi, cioè trasformerebbe il concetto in regola operante, in un'attività di sintesi collaudata nel tempo e nello spazio. Ma perché supporre una sensibilità e un intelletto da principio distinti, mentre le sensazioni e i concetti isolati sono assurdi e non sono mai percepiti in questa forma? Questa prima versione di sintesi trascendentale non è soddisfacente.


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