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Guido Cavalli | Culture Desk
Il doppio errore di Heidegger
1 ottobre 2016

Heidegger rifiuta di vedere che il nazismo sceglie l’ebraismo come ciò che resiste alla volontà di totalità, che resiste come alterità. Heidegger si rifiuta di inserire questo elemento nel suo pensiero, perché in fondo questo — la irriducibilità dell’uomo biblico alla storia dell’essere — è l’elemento che lo accomuna al nazionalsocialismo. Questa comunanza, che nella sua forma storica agisce nel pensiero heideggeriano senza essergli disponibile, rimane nel suo pensiero come una responsabilità mancata, una macabra risonanza.
Leonardo Tonini | Transmoderno
La scepsi e l’atteggiamento del filosofo
24 settembre 2016

L'atteggiamento del filosofo è fatto di scepsi e assiomatica. La scepsi è l'atto dello scettico, il non credere, il dubbio sistematico. Viene da dal greco sképsis (controllo, ricerca, dubbio, osservazione), da skeptomai e campione della scepsi è stato senz'altro Nietzsche che nella Gaia Scienza porta la scepsi al suo estremo limite.
Marco Nicastro | Psichiatria
Persone che potresti conoscere, ovvero il ribaltamento dell’intenzionalità
17 settembre 2016

Più in generale, credo che stia proprio nell’indurre processi simili la pericolosità di questo mezzo di socializzazione virtuale, e di Internet più in generale: cioè nello stimolare continuamente la parte della nostra personalità e del nostro cervello che si muove in modo condizionato e irrazionale, un effetto facilitato appunto dall’alterazione della coscienza e dell’attenzione provocata dallo stare per ore davanti a uno schermo acceso.
Marco Baldino | Filosofia italiana
Norberto Bobbio: egualitarismo e differenzialismo
16 settembre 2016

La dottrina di Bobbio scaturisce da questo chiasmo: libertà ed eguaglianza sono complementari. Di qui l’assunto liberalsocialista ch’egli pone alla base della propria riflessione. La libertà è una nozione pre-giuridica. La giuridizione ne fa un ‘diritto’. Il buon governo e la buona società nascono dalla eliminazione della libertà come proprietà originaria dell’Io, e quindi dell’Io stesso, trasformando la prima in diritto e il secondo in cittadino.


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