Kasparhauser





Rivista di cultura filosofica

2020


Home

Monografie

Culture Desk

Global Age
L'Affaire Hannah Arendt
Heidegger e i Quaderni neri
Phaenomenologica

Ateliers

Economia
Etica
Estetica
Filosofia italiana
Geofilosofia
Interviste
Politica
Postmoderno
Saperi
Teologia

Chi siamo

Info

Lorenzo Lasagna | Postmoderno
Calvino e l'utopia capovolta. Come il terzo millennio ha smentito le Lezioni americane. Parte prima - Rapidità
20 gennaio 2020

Non mi risulta che le Lezioni americane siano state sottoposte al vaglio di una critica retrospettiva per quanto riguarda il loro valore, diciamo così, di cultural theory. Se ne parla invariabilmente con deferenza, come di profezie avverate. Eppure sarebbe oggi difficile ignorare l'intrinseca ambivalenza di quegli auspici: la rapidità ha dispiegato solamente effetti liberatori, o ha generato anche nuove, epocali forme di disagio? La visibilità è un vettore di conoscenza o non piuttosto la condizione per attuare un controllo pervasivo e illimitato? La leggerezza è levità o inconsistenza? E così via...
Kasparhauser XVII | 2020 | Monografie
Contro la poesia. A cura di Guido Cavalli
3 gennaio 2020

Contributi di Claudio Risé, Alberto Bertoni, Andrea Ponso, Italo Testa, Giuliano Ladolfi, Eleonora Rimolo, Gian Ruggero Manzoni, Luca Ariano, Marco Nicastro e Guido Cavalli. E con un’illustrazione di Andrea Bovaia

Fortini parlava di Surrealismo di massa per svelare la convergenza tra arte (anzitutto quella anti-realista, lirica e divinatoria) e ciò che è divenuto la normalità. Ed ora che tutto il linguaggio è sempre subliminale, polisemico, che tutta la parola è sempre evocativa, anzi sensitiva, ora che è compiuta la trasformazione (digitale) della parola in immagine, che cosa rimane alla poesia?
Marco Baldino | Geofilosofia
Voce “Geofilosofia”. Proposta di rettifica a Wikipedia. 2
1 dicembre 2019

Il termine, il cui senso è esposto in Wikipedia, non designa un vero campo di studi; si tratta piuttosto di una semplice declinazione del postmoderno: diffida di tutto ciò che è stato acquisito fino a ieri. Dal piano della storia universale, che sembra non più in grado di fornire un criterio per orientarsi nella vita e nell’esistenza, si passa all’escavazione di certe storie locali, con quel loro sentore di muschio e di incantesimo, da dove si passa alla presa in carico di certi recessi diruti, che fanno da cassa di risonanza, da contorno tenebroso, a quelle storie. L#146ancestrale, se così possiamo dire, prende il posto della chiarificazione razionale.
Giuseppe Crivella | Estetica
Am Anfang war das Bild...
Didi-Huberman lettore di Warburg [PARTE SECONDA]

21 novembre 2019

Il Nachleben dunque, proprio per la sua natura arditamente anacronica e soprattutto per il suo radicamento cronologico disseminativo e schizoide, istituisce puntiformi e reticolari reazioni e relazioni di interscambio tra attualità e primitività, trasformando l’immagine nel risultato di un ampio montaggio temporale e pulsionale di tensioni plastiche, scariche patetiche, sovradeterminazioni figurali.
Giuseppe Crivella | Estetica
Am Anfang war das Bild...
Didi-Huberman lettore di Warburg [PARTE PRIMA]

22 settembre 2019

Perché l’atlante e il labirinto? Su che cosa si regge e che cosa motiva questa congiunzione posta quasi in sordina a sussurrare l’esistenza di una segreta continuità naturale tra i due termini? Non scorre invece fra di essi una marcata ostilità, una inestirpabile repulsione reciproca che li rende antitetici e inconciliabili? O forse a saldarli è una ruvida coincidentia oppositorum che li porta ad orbitare l’uno nelle zone d’assenza dell’altro? Vediamoli un attimo un po’ più da vicino.


© 2012-2020 kasparhauser.net