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Philippe Cabestan | Phaenomenologica
Dell’unità dell’immaginazione 2. Le immagini appartengono tutte alla stessa famiglia? [SECONDA PARTE]
26 maggio 2018

La concezione dell’immagine come di un modo determinato di percezione non deve essere intesa nel senso che alla percezione di un supporto verrebbe ad aggiungersi un atto di immaginazione che riposi su di esso; come se, dal punto di vista noematico, al dato percettivo, ovvero al supporto, venisse a connettersi il mondo di immagine. E se la coscienza di immagine è esattamente coscienza percettiva è perché, come ci dice Fink, l’intuitività del mondo d’immagine è essenzialmente una intuitività impressionale presentativa, la coscienza di immagine è una coscienza presentante.
Guido Cavalli | Saperi
Appunti per una fenomenologia della parola digitale. Odio per il presente
19 maggio 2018

Possiamo indagare la differenza tra parola stampata e parola digitale, ma non confondiamola con la differenza tra parola e scrittura. Entrambe, parola stampata e parola digitale, appartengono già a quel processo tecnologico di istituzionalizzazione della parola che non possiamo revocare. Non si tratta dunque, nel cercare di capire cosa stia accadendo alla parola che diventa digitale, di vagheggiare un ritorno a una presunta autenticità. Si tratta invece di dire e di non ignorare che cosa stia accadendo. Come stia cambiando quello che possiamo dire a partire dal cambiamento dalla forma delle parole con cui lo diciamo.
Silvia Cegalin | Estetica
Filosofie della Carne e del Corpo. Da Merleau-Ponty a Deleuze
15 aprile 2018

Ancora una volta è il rapporto con il sensibile l'unico modo per accedere all'esperienza, sottraendo il corpo a strutture e dogmi di carattere psicologico per renderlo sostanza viva colta nel suo abbraccio con l'altra carne: il mondo. La carne, di conseguenza, diviene l'unica possibilità di apertura e di incontro verso l'altro; il tessuto connettivo che unisce mondo e corpo in un legame che si realizza in una stessa trama, conducendo le due "entità" a mutare e ad integrarsi tra loro in una metamorfosi che non avrà fine, e a cui Merleau-Ponty darà il nome di chiasma.
Daniele Baron | Ateliers
Sartre vs Bataille. Il nuovo mistico vedovo di Dio e il pensiero lento del filosofo
25 marzo 2018

Innanzitutto Sartre nutriva ammirazione per la figura di Bataille. Molti interpreti si sono soffermati più sugli aspetti negativi della sua critica, molti hanno interpretato il testo di Sartre come un’affrettata liquidazione di Bataille. Non è così. Lo testimoniano la lunghezza della recensione, i suoi espliciti elogi dello stile de L’expérience intérieure, l’accostamento di Bataille a grandi pensatori del passato, da Pascal a Nietzsche. Può essere un rilievo giusto dire che Sartre cominci il suo saggio lodando Bataille per la forma per poi meglio smontarne il contenuto, ma io credo che, al di là della forma, altri elementi del pensiero di Bataille "turbino" profondamente Sartre.


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