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Giuseppe Crivella | Estetica
Dans un grand geste perdu.Sugli universi figurali di Frédéric Dupré.
26 settembre 2022

L'immagine infatti ora è l'effetto diffuso di un concentrico sisma scaricatosi su ordini plurimi di concatenazioni volumetriche naufraganti in viluppi trigonometrici, che a loro volta provocano a livello superficiale un fitto reticolo di progressive slogature, le quali arrivano così a sancire il tramonto definitivo dei piani rappresentativi in stesura monoscopica. Questi ultimi vengono così tramutati in uno scaleno marasma di anagrammi topologici all'interno dei quali l'osservatore si aggira e si smarrisce con lo strabismo tipico degli occhi asimmetrici di certi pesci abissali.
Hermes Salceda | Estetica
Le forme dello sdoppiamento nei Testi-genesi di Raymond Roussel
5 luglio 2022

La transizione finzionale tra le matrici si effettua in un certo numero di racconti attraverso la realizzazione di un disegno, molto spesso caricature ispirate da un aspetto della finzione. Come ripresa di una parte della finzione nella quale essi si manifestano, i disegni rinviano a ciò che Lucien Dällenbach chiama énoncés réflexifs intradiégétiques che si caratterizzano per una subordinazione totale alla temporalità e all'istanza narrativa del racconto primo. Tuttavia le descrizioni dei disegni configurano uno spazio testuale circoscritto in maniera molto netta, che in tutta franchezza ha la pretesa di servire da specchio rispetto a certi elementi della finzione che li accoglie.
Pierre Rodrigo | Phaenomenologica
Lo statuto fenomenologico dell'immagine in Husserl
24 maggio 2022

Rimane da sapere perché la modificazione di neutralità immaginaria si applica al solo ricordo e non alla percezione presente. Per quale motivo Husserl caratterizza il vissuto di immaginazione come un vissuto certo presente, come lo è ogni vissuto, ma al tempo stesso sospeso, fluttuante? E per quale ragione egli aggiunge che «bisogna ritenere una qualità eidetica della coscienza immaginante il fatto che non solo il mondo, ma nello stesso tempo il percepire stesso che questo mondo, è immaginario»? Rimane intatto il problema di sapere che cos'è un percepire immaginario slegato o fluttuante e di sapere anche perché questo percepire implica solo la neutralizzazione delle presentificazioni. Solo considerando il movimento complessivo dell'argomentazione del capitolo IV della terza sezione di Ideen I potremo dare una risposta a tali questioni, ed è inoltre in tal modo che comprenderemo perché e in che maniera Husserl perviene all'incisione di Dürer.
Anne Simon | Phaenomenologica
«L'architettura del visibile»: microlettura della fine di Sodome et Gomorrhe
5 aprile 2022

Con Merleau-Ponty la filosofia non deve più sbarazzarsi del metaforico o del figurale come di un compagno ingombrante che viene a sovraccaricare l'idea pura (idea di Essere, di Nulla, di Tempo, di Io, d'Oggetto) dei suoi abiti menzogneri e teatrali; al contrario è proprio prendendo in esame la dimensione fondamentalmente trasversale, tortuosa e mediatrice del linguaggio poetico che la fenomenologia potrà accedere più direttamente ad una vera espressione del nostro legame con l'essere.


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